Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

GRANDI ARTISTI
Cimabue
Giotto
Simone Martini
Pietro Lorenzetti
Simone Martini
S.Martini, S.Martino abbandona la vita militare (particolare), Basilica inferiore [1317]S.Martini, Santa Chiara (particolare), Basilica Inferiore  

Simone Martini

Nato a Siena nel 1284 circa, Simone Martini fu probabilmente scolaro di Duccio ma venne anche influenzato dall'opera di Giovanni Pisano, e dalla nuova concezione spaziale giottesca. Esordì nel 1315 con l'esecuzione della Maestà, nel Palazzo Pubblico di Siena.
Nel 1317 Martini lavorò a Napoli per la corte angioina, e ad Assisi nella Basilica inferiore, dove eseguì gli affreschi della cappella di San Martino. Qui, nella rappresentazione della vita del santo cavaliere, Martini narra una storia sacra, che al tempo stesso è intessuta di accenti profani, un aspetto questo che caratterizzerà l'arte tardogotica. Nell'opera di Simone Martini, la rappresentazione del mondo aristocratico non tende mai alla trascendenza, ma l'artista ne diviene un interprete acuto, perché intimamente legato ad esso.
Negli anni 1320-28 Simone Martini lavorò in diversi centri come Pisa, Orvieto e Siena, dove realizzò tra l'altro il ritratto di Giudoriccio da Fogliano e le Storie del Beato Agostino novello.
Nel 1339 si trasferì ad Avignone dove, lavorando per la corte papale di Benedetto XXII, eseguì diverse opere nel palazzo dei papi. Inoltre, sempre ad Avignone, Simone Martini conobbe Francesco Petrarca, per il quale eseguì il frontespizio del Vergilius cum notes Petrarchae, e un ritratto (andato perduto) di Laura.
Morì ad Avignone nel 1344.


 
 



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